Posso beneficiare della detrazione per le spese di ristrutturazione sulla seconda casa anche se cointestata?

DOMANDA

Salve,
Ho acquistato un appartamento in montagna come seconda casa, e sto eseguendo dei lavori di ristrutturazione le cui spese intendo portarle in detrazione al 50 % dal prossimo anno.
L’appartamento è in comunione dei beni con mia moglie, con la quale presento dichiarazione congiunta, e che tra qualche anno smetterà di lavorare e non avrà quindi IRPEF da pagare.
Il mio quesito è se posso detrarre solo io il bonus per i 10 anni successivi.

 

RISPOSTA

In linea generale, possono beneficiare della detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio (articolo 16-bis, Tuir) tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno nel territorio dello Stato (Circolare 24.02.1998 n. 57, paragrafo 2).

La detrazione spetta a coloro che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, gli immobili oggetto degli interventi, a condizione che ne sostengano le relative spese.

Per fruire della detrazione è necessario che le spese siano pagate mediante l’apposito bonifico dedicato dal quale risulti:

  • la causale del versamento dalla quale si evinca che il pagamento è effettuato per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto alla detrazione. Nel caso in cui, per mero errore
    materiale, siano stati riportati i riferimenti normativi della detrazione per la riqualificazione energetica, la detrazione può comunque essere riconosciuta senza necessità di ulteriori adempimenti (Circolare 21.05.2014 n. 11, risposta 4.5);
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione (che può essere anche diverso dall’ordinante il bonifico);
  • il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Ciò premesso, venendo al suo quesito, Lei in qualità di proprietario, anche se l’immobile è in comproprietà con l’altro coniuge, può beneficiare della detrazione del 100% delle spese sostenute per l’intervento di ristrutturazione, se sostiene effettivamente le suddette spese, ovvero se le fatture sono a lei intestate e se i pagamenti con bonifico bancario vengono effettuati su un conto corrente sempre a Lei intestato, o anche cointestato con il coniuge, e se nello stesso bonifico è Lei indicato quale beneficiario della detrazione.

COSA C’E’ DA SAPERE
La detrazione relativa alle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio spetta anche al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile sul quale vengono effettuati i lavori, a condizione che abbia sostenuto le spese e le fatture e i bonifici siano a lui intestati.
A tal fine, per familiari si intendono (secondo quanto previsto dall’articolo 5, comma 5, Tuir) il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

Per beneficiare della detrazione non è necessario che i familiari abbiano sottoscritto un contratto di comodato, essendo sufficiente che attestino, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, di essere familiari conviventi (Circolare AE n. 121 dell’11 maggio 1998, paragrafo 2.1).

Lo status di convivenza deve sussistere già al momento in cui si attiva la procedura ovvero alla data di inizio dei lavori e non è necessario che permanga per l’intero periodo di fruizione della detrazione (Circolare AE n. 7/E del 27 aprile 2018, pagina 217).

Non è richiesto che l’immobile oggetto dell’intervento sia adibito ad abitazione principale del proprietario o del familiare convivente.

Ferme restando le altre condizioni previste dalla norma, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali all’esecuzione dei lavori sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione (Circolare AE n. 50/E del 12 giugno 2002, risposta 5.1, Circolare AE n. 24/E del 10 giugno 2004, risposta 1.10, Risoluzione AE n. 184/E del 12 giugno 2002).

Gli esperti di 50&PiùCaf che rispondono alle vostre domande sono:
Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.

Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana.

Il QUESITO della settimana

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