Pensione tedesca, certificazione del Finanzamt di Neubrandenburg e one-time certificate: come recuperare l’IRPEF sulla quota esente
- 30 Settembre 2026
- Posted by: 50&PiùCAF
- Categoria: Quesito fiscale
DOMANDA
Buongiorno,
percepisco dal 2016 una pensione della previdenza tedesca e ho recentemente ricevuto dal Finanzamt di Neubrandenburg una certificazione che indica la quota della pensione esente secondo la normativa fiscale tedesca. Negli anni precedenti, non disponendo di questa certificazione, ho dichiarato in Italia l’intero importo della pensione. Alla luce della risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 164 del 24 agosto 2026, è possibile correggere le dichiarazioni già presentate e recuperare le maggiori imposte eventualmente pagate, a partire dal 730/2022 relativo ai redditi 2021?
RISPOSTA
Gentile lettore,
con la risposta a interpello n. 164 del 24 agosto 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito il trattamento fiscale delle pensioni di sicurezza sociale tedesche percepite da cittadini italiani residenti in Italia che siano stati in precedenza fiscalmente residenti in Germania.
In presenza dei requisiti previsti dalla Convenzione tra Italia e Germania, la pensione è assoggettata a tassazione in Italia soltanto per la parte che sarebbe imponibile secondo la legislazione tedesca. La quota certificata come esente dal Finanzamt di Neubrandenburg non concorre, quindi, alla formazione del reddito imponibile italiano.
Tale principio era già previsto dal Protocollo alla Convenzione Italia-Germania. L’accordo amichevole intervenuto nel 2025 ha successivamente disciplinato le modalità con cui l’autorità fiscale tedesca certifica la quota esente.
La risposta n. 164/2026 non affronta espressamente la correzione delle dichiarazioni relative agli anni precedenti. Tuttavia, qualora la stessa pensione sia stata dichiarata per l’intero importo e la certificazione rilasciata dall’autorità fiscale tedesca consenta di individuare la quota esente riferibile al trattamento pensionistico, per le annualità ancora nei termini può essere valutata la presentazione di una dichiarazione integrativa a favore.
Se la dichiarazione originaria è stata presentata con il modello 730, la correzione deve essere effettuata utilizzando il modello Redditi Persone Fisiche integrativo relativo alla medesima annualità.
Nel caso prospettato, le dichiarazioni relative agli anni d’imposta dal 2021 al 2024 risultano ancora nei termini per essere integrate, fermo restando il controllo dei requisiti previsti per ciascuna annualità.
Cosa c’è da sapere sulla pensione tedesca
La possibilità di correggere le dichiarazioni precedenti non deriva da un’applicazione retroattiva dell’accordo del 2025. La regola secondo cui l’Italia può assoggettare a tassazione soltanto la parte della pensione imponibile secondo la normativa tedesca era già contenuta nel Protocollo alla Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Germania.
L’accordo successivo ha previsto il rilascio, da parte del Finanzamt di Neubrandenburg, di una certificazione a valenza unica (one-time certificate), destinata, in linea generale, a documentare la quota esente per tutta la durata del trattamento pensionistico. Quando la certificazione riguarda l’anno di decorrenza della pensione, è prevista una successiva certificazione nell’anno seguente, normalmente valida in via permanente.
Prima di predisporre una dichiarazione integrativa occorre comunque verificare:
– che la certificazione sia riferita alla stessa pensione dichiarata negli anni che si intendono correggere;
– che per ciascuna annualità siano presenti i requisiti previsti dalla Convenzione;
– che la dichiarazione sia ancora nei termini per essere integrata;
– che non siano intervenuti atti dell’Agenzia delle Entrate che richiedano una diversa valutazione della posizione.
Termini per la dichiarazione integrativa:
Ai sensi dell’art. 2, comma 8, del DPR n. 322/1998, la dichiarazione può essere integrata per correggere errori od omissioni, compresi quelli che abbiano determinato un maggiore imponibile o un maggiore debito d’imposta, entro i termini previsti dall’art. 43 del DPR n. 600/1973, ossia entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione originaria.
A titolo esemplificativo, il 730/2022 relativo ai redditi 2021, presentato nel 2022, può essere corretto mediante il modello Redditi PF 2022 integrativo entro il 31 dicembre 2027.
Per la fattispecie in esame, qualora dalla dichiarazione integrativa emerga un credito, in via prudenziale può essere valutata la richiesta a rimborso nel quadro RX, anziché il suo immediato utilizzo in compensazione. In tal modo la spettanza del credito sarà verificata dall’Agenzia delle Entrate nell’ambito dei controlli previsti prima dell’erogazione.
©️Photo Credit Shutterstock: Bartolomiej Pietrzyk
Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana.
Il QUESITO della settimana
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