Lavoratori domestici: deduzione dei contributi previdenziali versati dal datore di lavoro
- 26 Agosto 2026
- Posted by: 50&PiùCAF
- Categoria: Quesito fiscale
DOMANDA
Buongiorno, ho assunto una collaboratrice domestica per la gestione della casa e verso regolarmente i contributi previdenziali all’INPS. Vorrei sapere se tali somme possono essere dedotte nella dichiarazione dei redditi e quali sono i limiti previsti dalla normativa.
RISPOSTA
Gentile lettore,
il datore di lavoro che assume un lavoratore domestico, come una colf, una badante o una baby-sitter, può dedurre dal proprio reddito complessivo i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati all’INPS per il lavoratore.
La deduzione è prevista dall’art. 10, comma 2, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) e riguarda esclusivamente la quota di contributi effettivamente rimasta a carico del datore di lavoro.
L’importo massimo deducibile è pari a 1.549,37 euro per ciascun periodo d’imposta. Tale limite riguarda esclusivamente i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare.
Non sono invece deducibili le somme corrisposte a titolo di retribuzione al lavoratore domestico, in quanto il costo dello stipendio non rientra tra gli oneri deducibili previsti dal TUIR.
Per usufruire dell’agevolazione è necessario conservare la documentazione relativa ai versamenti effettuati, in particolare le ricevute dei pagamenti contributivi INPS dalle quali risultino gli importi versati e il periodo contributivo di riferimento.
La deduzione spetta al soggetto che ha effettivamente sostenuto il pagamento dei contributi e deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale la spesa è stata sostenuta.
Cosa c’è da sapere sulla deduzione dei contributi per il lavoro domestico
Il legislatore riconosce al datore di lavoro domestico un’agevolazione fiscale sotto forma di deduzione dal reddito complessivo per i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati all’INPS.
La finalità della norma è agevolare i contribuenti che sostengono il costo contributivo relativo all’impiego di personale addetto ai servizi domestici o all’assistenza familiare.
Soggetti interessati
La deduzione può riguardare i contributi versati per:
- colf;
- badanti;
- baby-sitter;
- lavoratori addetti ai servizi domestici;
- lavoratori destinati all’assistenza personale o familiare.
Importo deducibile
L’agevolazione spetta entro il limite massimo di:
€ 1.549,37 annui
La deduzione riguarda esclusivamente:
- i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati all’INPS;
- la quota effettivamente rimasta a carico del datore di lavoro.
Il limite opera complessivamente per il contribuente nel singolo periodo d’imposta, indipendentemente dal numero di lavoratori domestici impiegati.
Spese escluse
Non possono essere dedotti:
- gli stipendi e le retribuzioni corrisposte al lavoratore domestico;
- il trattamento di fine rapporto eventualmente corrisposto;
- somme non effettivamente versate;
- importi diversi dai contributi previdenziali e assistenziali obbligatori.
Documentazione da conservare
Ai fini della corretta fruizione della deduzione è opportuno conservare:
- ricevute dei versamenti contributivi effettuati all’INPS;
- prospetti di calcolo dei contributi;
- documentazione relativa all’assunzione del lavoratore domestico;
- eventuali comunicazioni INPS relative al rapporto di lavoro.
©️Photo Credit Shutterstock: Anatoliy Cherkas
Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana.
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