AIRE: mio figlio, residente in Grecia e proprietario di due immobili in Italia, può fare la dichiarazione dei redditi nel paese di residenza?
- 25 Febbraio 2026
- Posted by: 50&PiùCAF
- Categoria: Modello 730
DOMANDA
Buongiorno, mio figlio residente in Grecia dal 2022 e iscritto all’AIRE può fare la dichiarazione dei Redditi in Grecia compreso il reddito derivante da due appartamenti posseduti in Italia? Ringrazio per l’attenzione.
RISPOSTA
Gentile lettrice,
in linea generale, il possesso di immobili situati in Italia può determinare obblighi fiscali sia nello Stato estero di residenza del contribuente, sia in Italia (principio della worldwide taxation). Al contempo, opera il principio di territorialità, in forza del quale tali redditi sono ordinariamente imponibili, in via prioritaria, nello Stato in cui l’immobile è ubicato.
Venendo alla domanda, poiché suo figlio è iscritto all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) e risulta fiscalmente residente in Grecia dal 2022, è tenuto a dichiarare in tale Stato la totalità dei redditi ovunque prodotti, inclusi quelli derivanti dai due immobili italiani.
Sul versante italiano, l’eventuale obbligo dichiarativo (Modello Redditi PF non residenti) va valutato in base all’utilizzo degli immobili. Se gli appartamenti non sono locati e sono solo tenuti a disposizione, in linea generale l’IMU sostituisce l’IRPEF e non si genera un reddito da dichiarare in Italia; se invece sono affittati, i canoni vanno dichiarati (con tassazione ordinaria IRPEF oppure, se ne ricorrono i presupposti, con cedolare secca) e resta inoltre dovuto, di regola, anche il pagamento dell’IMU.
Per evitare una doppia imposizione, si applica la Convenzione Italia-Grecia: le imposte pagate in Italia sui canoni di locazione possono essere riconosciute in Grecia come credito d’imposta, nei limiti consentiti dall’ordinamento fiscale greco. Tale meccanismo, invece, non riguarda l’IMU, in quanto è un’imposta patrimoniale e non un’imposta sul reddito.
È opportuno infine ricordare che l’iscrizione all’AIRE non costituisce di per sé una prova assoluta di residenza estera per il Fisco italiano, specialmente qualora persistano significativi interessi patrimoniali o personali in Italia. Per analizzare la posizione complessiva e procedere senza errori, si consiglia di rivolgersi a un CAF e/o confrontarsi con un consulente esperto in fiscalità internazionale.
Cosa c’è da sapere sull’AIRE per chi risiede all’estero
L’iscrizione all’AIRE è un presupposto essenziale ma non è un automatismo sufficiente a escludere la residenza fiscale in Italia, specialmente se permangono altri legami economici o personali nel nostro Paese.
La qualificazione della residenza fiscale deve essere operata attraverso una valutazione complessiva che integri la presenza fisica sul territorio con il centro degli interessi vitali del soggetto, verificando dove si trovi effettivamente il fulcro delle sue relazioni affettive e patrimoniali.
Sotto il profilo normativo, l’art. 2 del TUIR, come modificato dal D.Lgs. n. 209/2023 (in vigore dal 2024), prevede che la residenza fiscale della persona fisica debba essere verificata in concreto sulla base dei criteri stabiliti dalla norma, tenendo conto dell’iscrizione anagrafica, del domicilio e della presenza fisica nel territorio dello Stato per la maggior parte del periodo d’imposta.
Sul piano del diritto internazionale, se sorgono dubbi o conflitti sulla residenza, hanno la priorità le Convenzioni contro le doppie imposizioni ispirate al Modello OCSE. Queste regole, note come tie-breaker rules, servono proprio a risolvere le sovrapposizioni fiscali basandosi su criteri concreti, come la disponibilità di un’abitazione permanente o l’individuazione del centro degli interessi vitali del contribuente.
In definitiva, la determinazione della residenza fiscale non può più esaurirsi nel dato formale dell’iscrizione all’AIRE, la quale costituisce solo un punto di partenza e non una prova liberatoria assoluta.
Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana.
Il QUESITO della settimana
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