Detrazione Irpef degli interessi passivi: posso inserire nel mio 730 quelli di mia figlia se fiscalmente è a mio carico?
- 16 Gennaio 2023
- Posted by: 50&PiùCAF
- Categoria: Quesito fiscale
DOMANDA
Buonasera mia figlia assegnista di ricerca quindi fiscalmente a mio carico può scaricare gli interessi passivi mutuo casa intestata solo a lei sul mio 730? Grazie
RISPOSTA
Gentile lettrice,
l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detrazione Irpef degli interessi passivi, pagati in relazione ad un mutuo ipotecario contratto per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, spetta a chi è contemporaneamente proprietario dell’immobile e intestatario del mutuo. Nel caso in cui uno dei coniugi risulti fiscalmente a carico dell’altro, il beneficio spetta a quest’ultimo per intero se entrambi i coniugi sono proprietari dell’immobile e cointestatari del mutuo.
Per i genitori, a differenza di altri oneri detraibili come ad esempio le spese sanitarie, non è possibile usufruire della detrazione Irpef per gli interessi passivi del mutuo pagati per conto del proprio figlio, anche se fiscalmente a loro carico.
Tornando al suo quesito non sarà per lei possibile detrarre la quota di interessi passivi di sua figlia. Se quest’ultima non ha redditi, oppure se sono talmente bassi da non avere capienza nell’imposta dovuta, la relativa quota annuale andrà persa.
Cosa c’è da sapere sulla detrazione Irpef interessi passivi
La detrazione Irpef degli interessi passivi spetta per i mutui contratti per acquistare l’unità immobiliare da adibire entro un anno ad abitazione principale e le sue pertinenze. L’acquisto deve avvenire nell’anno antecedente o in quello successivo alla stipula del mutuo.
La detrazione va calcolata su un importo massimo di 4.000 euro. Se il mutuo è cointestato, questo limite massimo di interessi ammessi alla detrazione deve essere ripartito tra i mutuatari in parti uguali (o in base alle diverse percentuali ricavabili dallo stesso contratto di mutuo).
Il diritto alla detrazione Irpef si perde a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale. Tuttavia, il contribuente potrà chiedere nuovamente l’agevolazione qualora torni ad adibire l’immobile ad abitazione principale, per le rate pagate a decorrere da questo momento.
Ci sono dei casi, comunque, in cui non si perde il diritto alla detrazione Irpef come, ad esempio, per il trasferimento della dimora abituale per motivi di lavoro, oppure se l’immobile viene locato, o per ricoveri permanenti in case di riposo o in centri di assistenza sanitaria, purché l’immobile non venga locato.
Gli esperti di 50&PiùCaf che rispondono alle vostre domande sono:
Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.
Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana.
Il QUESITO della settimana
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