Se nella Certificazione Unica non sono indicate le detrazioni per il famigliare a carico, come recuperarle nel 730/2020?

DOMANDA

Come devo fare per recuperare nel 730/2020 le detrazioni di mio figlio che non ho indicato nella mia busta paga per timore che, avendo lavorato qualche mese come stagista, superasse il limite nel 2019? È sufficiente inserire il suo codice fiscale e il 50% di ripartizione come ho sempre fatto? Stessa cosa per mio marito? Questo perché, alla fine, il limite di reddito non è stato superato.
Grazie

RISPOSTA

La legge di bilancio 2018 ha modificato l’articolo 12, comma 2, Tuir, stabilendo che, a partire dal 1° gennaio 2019, per i figli di età non superiore a ventiquattro anni, il limite di reddito complessivo per poter essere considerati fiscalmente a carico è elevato a 4mila euro. Resta confermato il limite di reddito annuo di euro 2.840,51 per i figli di età superiore a 24 anni e per tutti gli altri familiari.
I genitori non possono ripartire liberamente tra loro la detrazione per i figli a carico in base alla convenienza economica in quanto l’Agenzia delle entrate ha chiarito che nel caso di genitori non legalmente ed effettivamente separati, la detrazione va ripartita nella misura del 50% ciascuno.

Questa regola generale può essere derogata solo nel caso in cui i genitori si accordino per attribuire l’intera detrazione del 100% al genitore che possiede il reddito complessivo di ammontare più elevato.

Tornando al suo quesito se suo figlio è fiscalmente a vostro carico e nella sua CU 2020 non sono state attribuite le detrazioni per familiari a carico, potrà recuperarle presentando il Modello 730/2020. La misura della detrazione da indicare nella dichiarazione dei redditi sarà da ripartire al 50% con suo marito salvo non decidiate, di comune accordo, di assegnare il 100% della detrazione al genitore con il reddito lordo più elevato. È bene considerare che l’ammontare della detrazione per i familiari a carico non è fissa ma decresce all’aumentare del reddito.

Cosa c’è da sapere

Possono essere considerati a carico anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli (compresi i figli adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito.

Possono essere considerati a carico anche i seguenti altri familiari, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • i discendenti dei figli;
  • i genitori (compresi quelli adottivi);
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
  • i nonni e le nonne.

La detrazione è ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ovvero, previo accordo tra gli stessi, spetta al genitore che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato.
Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 34/2008, il riferimento della norma all’impossibilità di “usufruire della detrazione per limite di reddito” individua l’ipotesi in cui il genitore, originariamente destinatario del beneficio della detrazione per figli a carico, non possa di fatto fruirne, in tutto o in parte, a causa di una imposta incapiente, ossia inidonea ad assorbire (per effetto di oneri deducibili/detraibili) l’agevolazione fiscale, che potrà, quindi, essere attribuita all’altro genitore.
In caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione, ovviamente, compete a quest’ultimo per l’intero importo.

Gli esperti di 50&PiùCaf che rispondono alle vostre domande sono:
Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.

Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana.

Il QUESITO della settimana

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